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mercoledì 31 agosto 2011

FANTASMI E MALEDIZIONI A GLAMIS CASTLE


Il castello di Glamis si trova a Tayside in Scozia. Esso è senza ombra di dubbio, assieme a Borley Rectory, che però oggi non esiste più, una delle dimore infestate più famose di tutto il Regno Unito.
A questa principesca residenza è legato il sinistro e macabro "segreto degli Strathmore", la nobile famiglia inglese che fin dal XVI secolo ha abitato le sue stanze. Ma ancor prima che la maledizione degli Strathmore rendesse il castello un luogo tenebroso ed infero, il suo nome già era legato a terribili e drammatiche disgrazie.
Secondo una leggenda, quando ancora il castello non era stato costruito, nel X secolo, esattamente sul luogo in cui sorgerà più tardi, Macbeth uccise suo cugino il re di Scozia, Duncan I. A dire il vero però gli storici ritengono che l'omicidio, raccontato peraltro anche da Shakespeare, fosse avvenuto un pò più a nord, presso Elgin. Dopo poco, nel 1034, un altro re di Scozia, Malcom II, fu tagliato a pezzi da un gruppo di ribelli all'interno del castello. Il suo sangue formò sul pavimento una enorme macchia che non si riuscì mai a cancellare e che ancora oggi è perfettamente visibile (la vicenda della macchia di sangue ispirò probabilmente Oscar Wilde per il suo spassoso Fantasma di Canterville, in cui egli narra un episodio simile).
Molti però ritengono che l'origine delle numerose morti legate al castello sia da far risalire a Sir John Lyon che, nel 1372, acquistò il castello di Glamis. Nella sua dimora precedente, il palazzo Forteviot, vi era un calice che, secondo la leggenda, non doveva assolutamente essere spostato dal luogo in cui era conservato, pena terribili disgrazie che si sarebbero abbattute senza pietà sulla stirpe di colui che avrebbe osato fare una cosa simile.
Sir John, incurante di questa stupida diceria, portò il calice nella sua nuova residenza. Da allora, per generazioni e generazioni, tra gli abitanti di Glamis si verificarono misteriose ed orribili morti. Ad iniziare proprio da sir John, che, undici anni dopo essersi trasferito a Glamis, morì in un duello.
Nel XVI secolo fu la volta di Lady Campbell, la moglie del sesto conte di Glamis. Sospettata d'aver tentato di avvelenare re Giacomo V, marchiata dell'accusa di stregoneria, trascorse gli ultimi anni della sua vita nelle segrete di una prigione sotterranea, prima di morire sul rogo, davanti al castello di Edimburgo. Si dice che dopo il supplizio abbia fatto ritorno a Glamis, in veste di spettro, e che disturbi la calma del maniero dondolandosi in una vampa di fuoco, proprio sopra l'orologio della torre.

La stanza segreta del Castello di Glamis

Nel XVII secolo il castello di Glamis fu ereditato dal conte Patrick Strathmore, che la storia e la leggenda vogliono essere un individuo violento e di costumi dissoluti, divorato dal gioco ed eternamente ubriaco. Su di lui circolavano due sinistre leggende. Si diceva infatti che avesse rinchiuso in una stanza segreta un suo figlio nato deforme, verso il 1800. Egli era una creatura deforme, senza collo e con braccia e gambe rattrappite, dotata però di una forza straordinaria. Per tenerlo lontano dagli sguardi dei curiosi, venne rinchiuso in una camera speciale, con una serratura massiccia. Fino ad oggi la camera segreta non è stata ancora ritrovata. A giurare sulla sua esistenza fu, però, addirittura Peter Underwood, uno dei più famosi Ghost Hunters (cacciatori di fantasmi) del Regno Unito, autore tra l'altro di un opera fondamentale per tutti gli appassionati di ectoplasmi, una vera e propria guida ai fantasmi britannici. Underwood riteneva infatti che la stanza segreta fosse stata costruita attorno al 1684 e che qui il mostro di Glamis fosse stato rinchiuso fino alla data della sua morte, nel 1921 (dunque ultracentenario!!).
La stanza segreta e lord Patrick, però, come già detto, sono legati ad un'altra orribile leggenda. Si racconta che Patrick, accanito giocatore, abbia perso la sua anima giocando a carte con il Diavolo. Tale partita sarebbe avvenuta per l'appunto nella stanza segreta. Ancora si dice che il conte rinchiudesse i suoi nemici nella stanza segreta, lasciandoli morire di fame. I disgraziati, spinti dalla disperazione non solo iniziarono a mangiarsi l'uno con l'altro, ma arrivarono al punto di strapparsi a morsi dei pezzi di carne dalle proprie braccia. A conferma di questa tradizione due fantasmi, un negro ed un bianco, che subirono appunto questa atroce sorte, si aggirerebbero ogni tanto nei pressi del castello.
Agli inizi del Novecento il XIV conte Strathmore organizzò nel castello una festa, durante la quale egli pensò di organizzare una ricerca della stanza segreta. Allora gli ospiti girarono per tutte le stanze, appendendo a ciascuna finestra un lenzuolo bianco. Dopo che ebbero finito, si ritrovarono tutti nel giardino e, con loro grande stupore, si accorsero che ben sette finestre erano senza lenzuolo. Si cercò a quel punto di individuare le stanze corrispondenti, ma ogni ricerca fu totalmente vana. A prendere sul serio questo racconto, sembrerebbe dunque, non solo che la stanza segreta esista, ma anche che ce ne sia più di una.
La stanza segreta interessò anche Walter Scott. Lo scrittore scozzese nottetempo si recò, allo scopo di trovare la stanza in cui lord Strathmore e il Diavolo avevano giocato a carte, nella cripta della torre. Accompagnato da un valletto che faceva luce con la torcia attraversò un corridoio, le cui pareti erano piene di muffa e trasudavano umidità, in mezzo allo squittire costante dei topi. All'improvviso vide una luce brillare e di fronte a lui comparvero due nobili, uno dei quali doveva essere proprio Patrick, che seduti attorno ad un tavolo giocavano accanitamente a dadi, imprecavano, bevevano e maledicevano Dio. Ad un tratto il demonio, attirato dalle bestemmie, apparve nella stanza. Il Diavolo costrinse i due nobili a giocare per tutta l'eternità. Ancora oggi qualcuno dice di aver sentito provenire da qualche parte del castello un chiaro rumore di dadi che scivolano sul tavolo.

Altri fantasmi del Castello di Glamis

Negli articoli precedenti abbiamo parlato dei fantasmi più famosi di Glamis Castle ma molte altre sono le entità soprannaturali che, di notte, popolano il castello. C'è la donna senza lingua che va girando per il parco indicando a chiunque incontri la sua menomazione, c'è The Mad Earl's Walk, un folle che, nelle notti di tempesta, si aggira per il castello percorrendo sempre lo stesso tragitto. C'è un bambino che siede davanti alla camera della Regina Madre e che si suppone fosse un servo maltrattato dai padroni.
Lady Halifax disse di aver visto, una volta, due giocatori di dadi nella Blue Room, una stanza del castello. Si dice infine che ci sia una porta che si apre ogni notte, anche quando la si blocchi con dei fermi.

La maledizione degli Strathmore

Si dice che la famiglia degli Strathmore nasconda un terribile segreto che ogni discendente maschile deve rivelare al figlio nel giorno del ventunesimo compleanno. Nessuno sa logicamente di quale segreto si tratti nè quanto antico sia, per la prima volta questa storia si conobbe nel 1904, quando il XIII conte, Claude Bowes-Lyon, a ventun anni, ammise pubblicamente l'esistenza di un segreto e ad un suo amico disse queste testuali parole: "Se solo sapessi la natura del nostro segreto ti getteresti in ginocchio e ringrazieresti Dio per esserne immune". Il figlio di Claude, ovvero il XIV conte, fu informato, come avveniva da secoli ormai, del segreto di famiglia quando compì 21 anni, non resistendo a tale fardello, confidò il segreto al giardiniere, il quale senza pensarci due volte fece i bagagli e si allontanò per sempre dal castello. Oggi la discendenza maschile degli Strathmore si è estinta, il castello è di proprietà della nipote del XIV conte, la quale, quando interrogò l'ex giardiniere, cercando di farsi dire quale fosse il segreto, per tutta risposta egli le disse: "Siete fortunata a non conoscerlo, e non lo saprete mai, perché sareste altrimenti la più infelice delle donne".

lunedì 15 agosto 2011

STARCHILD....ESPERIMENTO GENETICO?


Lo "Starchild Skull", l'anomalo cranio umano trovato in Messico nel 1930 e così chiamato dal ricercatore Lloyd Pye, che ha fatto analizzare sarebbe appartenuto ad un ibrido umano-alieno vissuto in Messico oltre 900 anni fa. Questi sono i risultati delle ultime analisi del DNA realizzate completando la ricerca sul genoma Neanderthal e che Pye insieme ai genetisti ha comunicato alla stampa.Un'odissea che dura da 10 anni, culminata nel saggio The Starchild Skull. Lloyd Pye possessore del cranio Starchild, uno dei più affascinanti reperti archeologici mai scoperti, ha dunque confermato un'interazione con una specie non terrestre in pieno periodo precolombiano. Il reperto infatti presenta troppe stranezze anatomiche e genetiche e non è inseribile in nessuna tipologia umana conosciuta.
AnalisiFin dalla sua scoperta, le ossa di Starchild sono state sottoposte a tutti i tipi di test per escludere ogni tipo di frode scientifica. In particolare, Lloyd Pye ha cercato di dimostrare che il cranio era una reliquia reale e che il dibattito fosse non solo giusto, ma doveroso."Abbiamo fatto tutti i tipi di test negli ultimi 10 anni", afferma Pye. "Non solo ascoltando il parere degli esperti, ma utilizzando la tomografia computerizzata a raggi X, SEM... tutto ciò che potevamo immaginare, cercando di capire quello che avevamo di fronte.E a tutto questo ancora non abbiamo una spiegazione scientifica, questo è davvero insolito".Gli esperti hanno stabilito infatti che il cranio non corrisponde a nessuna malattia deturpante nota alla medicina, come idrocefalia o sindrome di Crouzon, dove la pressione sulla testa del liquido nelle pareti, gonfia la cavità della testa in modo caratteristico.Inoltre, il team di "Starchil Project" ha individuato una serie di anomalie che distinguono il cranio oggetto dello studio da tutti gli altri esemplari noti:• L'osso è più sottile e più duro di quello che dovrebbe essere (composizione chimica più simile allo smalto dei denti che quella di ossa normale).
• Ci sono rare fibre dure (sconosciuta in altre specie sulla Terra) incorporate nella matrice ossea.
• Le loro orbite sono molto diverse dalle orbite dei normali esseri umani (molto superficiali, limitando il movimento degli occhi).
• Non vi è traccia dei seni frontali, quando tutti gli esseri umani hanno sempre almeno le tracce della loro presenza.
• Non hanno arco sopracigliare frontale, che si trova in tutti i primati superiori.
• L'orecchio interno è almeno due volte la dimensione normale dell'orecchio umano.
• Secondo le proiezioni di inserimento, il collo sarebbe ovale, e misurerebbe solo la metà delle dimensioni di un collo umano normale.
• Il foro occipitale, l'apertura attraverso l'osso che corre verso il basso, si sposta verso il centro del cranio, piuttosto che indietro, fatto che cambia il punto di equilibrio della testa.
• Per le piccole ossa temporali, i muscoli della masticazione sono il 50% più piccoli di quelli degli esseri umani.
• Oltre alla consueta cavita dentaria, la mandibola ha molti denti in attesa di spuntare verso il basso, cosa che non esiste negli esseri umani.
Insomma le anomalie sono importanti, multiple e geneticamente incongruenti con la razza umana. Lo dicono i genetisti indipendenti, (oltre 50 nel corso degli anni) che hanno analizzato i teschi.
Nel corso del 2010, il professor Pye ha inoltre reso noti i risultati sul genoma del Bambino dello Stelle.
Secondo Pye, un genetista il cui nome resta anonimo per motivi di sicurezza, ha riportato che sia il DNA paterno e materno possono appartenere a una razza aliena, e che il DNA mitocondriale normale rilevato apparterrebbe ad una madre umana che ha solo eseguito la funzione di "donare" un uovo "biologico", senza fornire DNA cromosomico, una tecnica usata oggi in laboratori avanzati.
La leggenda del "Starchild"Secondo una credenza diffusa dai nativi della zona dove è stato trovato il cranio, si racconta la leggenda di esseri dalle stelle, che periodicamente scendevano sulla Terra, per fecondare donne che vivevano in villaggi isolati. Quando le donne davano alla luce l'oggetto della loro fecondazione, quegli esseri tornavano a reclamare le uova, per portale verso lo spazio.La convinzione coincide con l'origine misteriosa del cranio, anche se l'accettazione della comunità scientifica rimane ancora controversa come al di fuori di una constatazione reale.Secondo Pye, accettare l'autenticità della provenienza del Starchild significa riscrivere la storia dell'umanitàcompletamente. Non è un passo semplice, è normale che ci siano grossi ostacoli.
Questa storia è molto lontana da una conclusione certa, e nessuno può considerare oro colato le parole di Pye, ma bisognerà confutare le sue tesi, o dare nome e data ai suoi reperti, perchè l'umanità ha diritto di sapere, e a differenza di molte storie completamente campate per aria, quella dei bimbi delle stelle ha discreti appigli scientifici.

lunedì 1 agosto 2011

IL POZZO DEL TESORO DI OAK ISLAND


La piccola isola di Oak si trova nel territorio canadese della Nuova Scozia ed è divenuta famosa a causa della scoperta di un misterioso pozzo in cui si suppone possa essere nascosto un tesoro. La vicenda ha inizio nel 1795 quando un giovane trova un misterioso pozzo nella parte orientale dell’isola. Da quel momento inizia una forsennata caccia al tesoro nel corso della quale gruppi di ricercatori investono grosse somme di denaro per raggiungere il fondo del pozzo. Le vicende sono riassunte in questo filmato (16 minuti) realizzato unendo vari spezzoni tratti dal un documentario andato in onda su La7 nell'ambito della trasmissione Stargate.
Di recente, alcuni ricercatori hanno sostenuto che il pozzo potrebbe essere stato costruito dai cavalieri Templari approdati sulle coste del Canada alla fine del 1300 al fine di nascondere il famoso tesoro prelevato al tempo delle Crociate dal tempio di Gerusalemme e di cui faceva parte anche il mitico Santo Graal; oppure, per riprendere la tesi citata del documentario secondo la quale il pozzo poteva essere una tomba, per nascondere una prestigiosa sepoltura come ad esempio quella di Maria Maddalena. Gli elementi a favore di questa teoria sono però molto deboli e fanno riferimento ad alcuni simboli trovati sull’isola di Oak e alla Cattedrale di Rosslyn in Scozia.

Fred Nolan, proprietario di una parte dell’isola, avrebbe scoperto nei pressi del pozzo alcune rocce a forma di cono disposte a formare una grande croce cristiana lunga oltre 250 metri: questo per alcuni sarebbe un indizio lasciato dagli antichi cavalieri del tempio.
Nella Cattedrale di Rosslyn si trovano due colonne che contengono, tra le varie sculture, anche le raffigurazioni delle piante di mais e aloe che erano sconosciute in Europa prima del viaggio in America di Cristoforo Colombo. La cattedrale fu edificata nel 1450 dal conte William Saint Claire i cui antenati erano legati ai Templari: un conte partecipò alla prima Crociata mentre una donna di famiglia sposò il fondatore dell’ordine, Ugo di Payns. All’inizio del 1300, per sfuggire alle persecuzioni della Chiesa, la flotta dei Templari avrebbe potuto trovare un rifugio in Scozia, a quel tempo in guerra con il Papa. Secondo la teoria del viaggio dei Templari in Canada, il nonno di William, Henry Saint Claire, si imbarcò con i cavalieri che, condotti dal navigatore veneziano Antonio Zeno, sarebbero approdati sulle coste canadesi nei pressi dell’isola di Oak, dando il nome di Nuova Scozia alle terre appena scoperte.
Secondo altri, i pirati, i celebri banditi del mare, altri non sarebbero che i Templari sfuggiti alle persecuzioni e costretti alla clandestinità. I famosi tesori dei pirati non erano altro che le enormi ricchezze accumulate dall’ordine in molti anni di attività, a partire dal mitico tesoro del Tempio di Gerusalemme. L’isola di Oak avrebbe potuto essere un nascondiglio ideale per queste smisurate ricchezze. Si tratta evidentemente di teorie non supportate da alcuna prova storica. I tesori hanno sempre affascinato l’uomo ma chissà se questa tradizione è basata solo su racconti leggendari o esiste un fondamento di verità…

venerdì 22 luglio 2011

IL PRIORATO DI SION


Il Priorato di Sion (in francese Prieuré de Sion) è una organizzazione segreta protagonista di diverse opere, di fantasia e non. Anche se è stato rappresentato in modi tra loro molto diversi, che vanno dalla più potente tra le società segrete della storia occidentale ad una farsa dei Rosacroce, l'unico Priorato di Sion di cui si hanno notizie storiche certe è un'associazione fondata il 7 maggio 1956 ad Annemasse da Pierre Plantard. La presunta antica istituzione, è, secondo la storiografia, solo una elaborata invenzione da parte di questa più recente associazione. Un'«Abbazia di Nostra Signora del Monte Sion», effettivamente fondata nel 1099 a Gerusalemme da Goffredo di Buglione, ovviamente non ha nulla a che vedere con il moderno "priorato" di Pierre Plantard.
La storia
Il cosiddetto "Priorato di Sion - C.I.R.C.U.I.T. (Cavalleria di Istituzione e Regola Cattolica e di Unione Indipendente Tradizionalista)" è stato fondato il 7 maggio 1956 ad Annemasse da Pierre Plantard (1920 – 2000), un disegnatore francese. In base all'articolo III.c dello statuto originale del Priorato di Sion, l'associazione prendeva il nome da una vicina montagna, chiamata Sion, nei pressi della cittadina francese di Annemasse (niente a che vedere dunque con il più noto monte Sion in Palestina). Questa associazione si dedicava, tramite un suo giornale intitolato Circuit, ad opporsi alla borghesizzazione della regione. Il Priorato del 1956 aveva sede nell'abitazione di Plantard medesimo ad Annemasse, ed era stato registrato ufficialmente alla sotto-prefettura di Saint-Julien-en-Genevois il 7 maggio 1956 da André Bonhomme e Pierre Plantard, come prevedeva la legge francese. Venne sciolto in un periodo successivo all'ottobre 1956, ma rivitalizzato in modo intermittente da Plantard tra il 1962 e il 1993, come loggia iniziatica, con la speranza che sarebbe diventato un'avanguardia dedicata alla restaurazione della cavalleria e della monarchia in Francia, per portare avanti le sue false pretese al trono di Francia. Il Priorato iniziò a produrre in questo periodo tutta una serie di documenti, spesso di distribuzione limitata e pubblicati in edizione privata. Gli argomenti erano i più generici, ma in tutti v'erano inseriti riferimenti, più o meno espliciti, a un presunto passato millenario del Priorato; molti di questi documenti inoltre ricollegavano questo misterioso passato al mistero del curato Bérenger Saunière. I documenti furono depositati alla Bibliothèque Nationale di Parigi sotto vari pseudonimi. È più o meno dello stesso periodo la pubblicazione de Le trèsor maudit, un romanzo best-seller francese scritto da Gérard de Sède in cui si afferma che Saunière avesse trovato delle misteriose pergamene da cui sarebbero provenute le sue misteriose ricchezze tanto a lungo discusse. L'apparente coincidenza fa pensare che vi sia stato qualche legame tra lo scrittore Sedè e Pierre Plantard, su cui però i due personaggi si tengono molto vaghi. Il mistero attirò l'attenzione dei media e un produttore televisivo della BBC, Henry Lincoln, dopo varie ricerche assieme allo storico amatoriale Richard Leigh e a Michael Baigent, riscoprì i vari documenti relativi al Priorato. Prendendoli come autentici i tre, basandosi in particolare su un manoscritto, Les Dossiers secrets de Henri Lobineau (scritto in realtà dallo stesso Pierre Plantard), pubblicarono i loro risultati in un libro, Il Santo Graal (The Holy Blood and The Holy Grail) in cui furono rese di pubblico dominio le pretese del Priorato, suscitando un forte interesse mediatico. Il libro Il Santo Graal e Les Dossiers secrets de Henri Lobineau presentano il Priorato come se fosse una società vecchia di un millennio, con il compito della sopravvivenza di una linea Merovingia di re Franchi, che sarebbe sopravvissuta nell'ombra. Tra il 1961 e il 1984 Plantard inventò un pedigree mitico per il Priorato di Sion, sostenendo che era stato fondato a Gerusalemme, durante la prima crociata, da Goffredo di Buglione. Le ricerche condotte sui misteri di Rennes-le-Château hanno portato Michael Baigent, Richard Leigh, e Henry Lincoln a trovare lo pseudostorico Archivio segreto di Henri Lobineau, compilato da "Philippe Toscan du Plantier", che divenne la fonte per il loro libro, nel quale riportavano delle dichiarazioni secondo cui:
con una lista di illustri grandi maestri, il Priorato di Sion aveva una lunga storia che iniziava con la creazione dei Cavalieri templari come suo fronte militare e finanziario;
ebbe un grande ruolo nel promuovere e partecipare al "fiume sotterraneo dell'esoterismo", l'Alph, nell'Europa medioevale;
giurò di riportare la dinastia merovingia, che governò il Regno dei Franchi dal 447 al 751, sui troni d'Europa e Gerusalemme;
l'ordine proteggeva questi pretendenti reali in quanto discendenti diretti di Gesù e di sua moglie Maria Maddalena.
Questi autori sostennero che gli scopi ultimi del Priorato di Sion sono:
la fondazione di un "Sacro Impero Europeo" che sarebbe diventato la prossima superpotenza e avrebbe introdotto un nuovo ordine mondiale di pace e prosperità;
la sostituzione della Chiesa Cattolica Romana con una religione di stato ecumenica e messianica, per mezzo della rivelazione del Santo Graal e di un "testamento di Giuda" che avrebbe provato la visione ebionita e le rivendicazioni dei Desposyni;
la generazione e installazione del re consacrato di una Grande Israele.
Baigent, Leigh e Lincoln giunsero ad una propria interpretazione dei Protocolli dei Savi di Sion, che vedevano come una delle prove più evidenti dell'esistenza e delle attività del Priorato di Sion:
La versione originale emanata da un'organizzazione massonica irregolare che usava il nome "Sion" non aveva niente a che fare con una cospirazione giudaica internazionale.
La versione originale non era intesa per infiammare l'opinione pubblica o essere pubblicata, ma era un programma per ottenere il controllo della massoneria.
La persona responsabile di avere alterato il testo attorno al 1903 fu Sergei Nilus, nel corso del suo tentativo di guadagnarsi influenza alla corte di Nicola II di Russia. La presenza di una cricca esoterica all'interno della corte reale portò ad un considerevole intrigo. La pubblicazione del testo da parte di Nilus fu dovuta al fallimento nello strappare l'influenza a Papus e a un non meglio identificato "Monsieur Philippe".
Poiché Nilus non riconobbe una serie di riferimenti all'interno del testo che riflettevano un contesto culturale cristiano, non li cambiò. Questo fatto dimostrava che la versione originale non poteva provenire dal primo Congresso Sionista di Basilea (1897).
Accettando queste ipotesi come fatti, alcuni escatologi cristiani marginali videro il Priorato di Sion come il compimento delle profezie che si trovano nell'Apocalisse e come un ulteriore prova di una cospirazione anticristiana di proporzioni epiche. Comunque, poiché gli storici moderni non accettano Holy Blood, Holy Grail come un serio contributo agli studi storici, tutte queste pretese sono considerate parte di una dubbia teoria della cospirazione. Gli autori francesi come Franck Marie (1978), Jean-Luc Chaumeil (1979, 1984, 1992) e Pierre Jarnac (1985, 1988) non hanno mai preso sul serio Pierre Plantard e il Priorato di Sion, al contrario di Baigent, Lincoln e Leigh. Essi conclusero rapidamente che si trattava di una bufala, delineando i motivi del loro verdetto, e fornendo prove dettagliate che gli autori di Holy Blood non avevano riportato per esteso. Implicano inoltre che queste prove sono state ignorate da Baigent, Lincoln e Leigh allo scopo di sostenere la versione mitica della storia del Priorato. Nel 1989 Pierre Plantard cercò senza successo di salvare la proprio reputazione e il proprio programma sostenendo che il Priorato di Sion era stato in realtà fondato nel 1681 a Rennes-le-Chateau. Nel settembre 1993, egli sostenne che lo scomparso Roger-Patrice Pelat era stato Grande Maestro del Priorato di Sion. Pelat, morto quattro anni prima, era un amico dell'allora presidente francese François Mitterrand ed era al centro di uno scandalo che coinvolgeva il primo ministro francese Pierre Bérégovoy. Un tribunale francese ordinò una perquisizione nell'abitazione di Plantard, in cui furono rinvenuti molti documenti, inclusi alcuni che proclamavano Plantard come vero re di Francia. Sotto giuramento, Plantard ammise che aveva fabbricato tutto, compreso il coinvolgimento di Pelat con il Priorato di Sion. A Plantard venne ordinato di cessare e desistere da tutte le attività legate alla promozione del Priorato di Sion ed egli visse lontano dai riflettori fino alla propria morte, avvenuta a Parigi il 3 febbraio 2000.
Motto criptico
Et in Arcadia ego... è il presunto motto della famiglia Plantard e del Priorato di Sion, secondo una rivendicazione apparsa per la prima volta nel 1964. Et in Arcadia ego è una frase latina nota perché appare come iscrizione tombale sul dipinto classico Pastori in Arcadia (1640 circa) del pittore francese Nicolas Poussin. La frase significa letteralmente, "E io nell'Arcadia". L'aggiunta dell'ellissi (non presente nel dipinto di Poussin), suggerisce una parola mancante. Anche se non richesta dalla grammatica latina, sum è una delle parole suggerite per completare la frase, che diventa: "Anche nell'Arcadia sono io". Inoltre, è stato teorizzato da Richard Andrews e Paul Schellenberger che la frase completa Et in Arcadia ego sum sia un anagramma di Arcam Dei Tango Iesu, che significa "Io tocco la tomba di Dio – Gesù". L'implicazione è che la tomba contenga l'ossario di Gesù, figura centrale nella teologia cristiana, o che la scritta incompleta "Et in Arcadia ego" sia l'anagramma di un'altra frase: "I Tego Arcana Dei", "Vattene! Io celo i misteri di Dio". Indipendentemente dall'accuratezza di questa straordinaria pretesa, essa non è considerata parte della storia del dipinto di Poussin contenente la frase, che è ben documentata.
Influenza culturale
Il Priorato di Sion ha avuto diverse influenze sulla cultura popolare, non tutte completamente accurate o serie. Il Priorato funse da modello per l'Ordine del Grail nella collana di fumetti Preacher, e più alla lontana per il Millennium Group della serie televisiva Millennium. Il Priorato gioca un ruolo importante nel romanzo di Dan Brown Il codice da Vinci del 2003, dove è presentato come una organizzazione segreta avente lo scopo di proteggere la verità e la discendenza di Cristo, che rispetta e valorizza il Femminino Sacro. Secondo tale versione (che differisce da quella di Baigent, Leigh e Lincoln), il Priorato sarebbe stato fondato da Goffredo di Buglione dopo la conquista di Gerusalemme, tra i suoi maestri vi sarebbero stati tra i più grandi intellettuali ed artisti (Da Vinci, Botticelli, Hugo, Newton). Il Priorato avrebbe avuto anche un braccio militare: i famosi e misteriosi Templari. Tuttavia, non avrebbe nulla a che vedere con tentativi di fondare un Sacro Impero Europeo, di abbattere e sostituire la Chiesa Cattolica Romana o con l'istituzione di un grande re di Israele, idee ispirate dall'idea dell’esistenza di un complotto internazionale giudaico, che trovò voce su un testo scritto all’inizio del secolo e noto come Protocolli dei savi di Sion. I reali scopi di quest'ordine sarebbero quelli di conservare la verità sulla mortalità di Cristo e del suo matrimonio con la Maddalena - ipotesi che troverebbero conferme nei vangeli apocrifi - e di proteggere il Santo Graal, ovvero l’ipotetica discendenza di Cristo e di Maria Maddalena.
Presunti Gran Maestri
Il mitico Priorato di Sion si suppone fosse retto da un "Nautonnier", un termine in francese antico per navigatore, che significa "Gran Maestro" nella loro nomenclatura esoterica interna. La lista seguente di Gran Maestri deriva dai Dossiers Secrets d'Henri Lobineau compilati da Pierre Plantard sotto il nom de plume di "Philippe Toscan du Plantier" nel 1967. Tutte le persone nominate in questa lista erano morte prima di quella data. Tutti i nomi tranne due si possono ritrovare anche in elenchi di presunti "Imperatori" (capi supremi) e “membri distinti” dell'Antico Ordine Mistico Rosae Crucis che circolava in Francia al tempo in cui Plantard era in contatto con ambienti rosacrociani. La maggior parte di coloro che sono nominati hanno in comune la fama di avere nutrito interesse per l'occulto o per le dottrine eretiche.I Dossiers Secrets asserivano che i Cavalieri templari condivisero sempre i medesimi Gran Maestri fino ad uno scisma occorso durante l'incidente diplomatico del "Taglio dell'olmo" nel 1188. In seguito a tale evento i Gran Maestri del Priorato di Sion sono indicati come segue:

1.Jean de Gisors (1188–1220)
2.Marie de Saint-Clair (1220–1266)
3.Guillaume de Gisors (1266–1307)
4.Edouard de Bar (1307–1336)
5.Jeanne de Bar (1336–1351)
6.Jean de Saint-Clair (1351–1366)
7.Blanche d'Evreux (1366–1398)
8.Nicolas Flamel (1398–1418)
9.René d'Anjou (1418–1480)
10.Iolande de Bar (1480–1483)
11.Sandro Filipepi (1483–1510)
12.Léonard de Vinci (1510–1519)
13.Connétable de Bourbon (1519–1527)
14.Ferdinand de Gonzague (1527–1575)
15.Louis de Nevers (1575–1595)
16.Robert Fludd (1595–1637)
17.J. Valentin Andrea (1637–1654)
18.Robert Boyle (1654–1691)
19.Isaac Newton (1691–1727)
20.Charles Radclyffe (1727–1746)
21.Charles de Lorraine (1746–1780)
22.Maximilian de Lorraine (1780–1801)
23.Charles Nodier (1801–1844)
24.Victor Hugo (1844–1885)
25.Claude Debussy (1885–1918)
26.Jean Cocteau (1918–1963)

Un documento posteriore, Le Cercle d'Ulysse, identifica François Ducaud-Bourget, un prete cattolico tradizionalista in vista per cui Plantard aveva lavorato come sacrestano durante la seconda guerra mondiale, come il Gran Maestro succeduto alla morte di Cocteau. Lo stesso Plantard è in seguito identificato come il successivo Gran Maestro. Quando i Dossiers Secrets furono svelati come frode dai ricercatori francesi, Plantard si tranquillizzò. Nel corso del suo tentativo del 1989 di fare ritorno e far rivivere il Priorato di Sion, Plantard cercò di prendere le distanze dalla prima lista, ormai screditata, pubblicando una seconda lista di Gran Maestri del Priorato, che comprendeva i nomi del defunto Roger-Patrice Pelat e del proprio figlio Thomas Plantard de Saint-Clair:

1.Jean-Tim Negri d'Albes (1681–1703)
2.François d'Hautpoul (1703–1726)
3.André-Hercule de Fleury (1726–1766)
4.Charles de Lorraine (1766–1780)
5.Maximilian de Lorraine (1780–1801)
6.Charles Nodier (1801–1844)
7.Victor Hugo (1844–1885)
8.Claude Debussy (1885–1918)
9.Jean Cocteau (1918–1963)
10.François Balphangon (1963–1969)
11.John Drick (1969–1981)
1.Pierre Plantard de Saint-Clair (1981)
2.Philippe de Chérisey (1984–1985)
3.Roger-Patrice Pelat (1985–1989)
4.Pierre Plantard de Saint-Clair (1989)
5.Thomas Plantard de Saint-Clair (1989)

mercoledì 13 luglio 2011

LA MALEDIZIONE DI CA DARIO(Venezia)

 
"A Venezia il Palazzo Dario, meglio conosciuto come Ca' Dario, sembrerebbe perseguitato da una maledizione che ne uccide i proprietari".
Sul Canal Grande, a Venezia, nel sestiere di Dorsoduro, all'imbocco del Rio delle Torreselle, si affaccia un maestoso ed elegante palazzo in tipico stile veneziano:Ca Dario.
Su di esso graverebbe da secoli una maledizione: Coloro che acquistano la casa vengono brutalmente uccisi o muoiono suicidi o per "strane"cause accidentali.
Voluta dal segretario del Senato della Repubblica di Venezia Giovanni Dario,che la commissionò all'architetto Pietro Lombardo nel 1479.
Ca' Dario si è costruita questa pessima fama nel corso degli anni fin dopo le prime, misteriosissime morti. Le opinioni sono contrastanti sulle cause della morte dei vari proprietari: una conferma del fatto che non si sa realmente in quali precise circostanze alcune di esse siano avvenute.
Dopo la morte di Giovanni Dario la Casa passò nel 1494 alla figlia Marietta che aveva anni prima sposato il ricco Giacomo Barbaro: l'uomo d'affari subì un tracollo finanziarioe subito dopo morì accoltellato. La donna, in seguito a questa crisi,morì suicidandosi.Vincenzo Barbaro, il figlio di Giacomo, venne invece trovato morto a Candia (Creta).Fu un agguato, e gli assassini non furono mai scoperti.
È nell'Ottocento, però, che Ca' Dario costruisce per bene la sua pessima fama di casa maledetta.
La famiglia Barbaro rimase in possesso del Palazzo Dario fino agli inizi del XIX secolo, quando Alessandro Barbaro (1764-1839), membro dell'ultimo Consiglio dei Dieci della Repubblica di Venezia e Consigliere Aulico del Tribunale Supremo di Verona, vendette il palazzo a Arbit Abdoll, un commerciante armeno di pietre preziose. L'uomo non ebbe molto tempo per godersi la nuova abitazione, poichè presto la sua attività fallì miseramente e morì subito dopo.
Radon Brown,studioso inglese che acquistò l’edificio, fu uno degli sfortunati che morì misteriosamente insieme al suo compagna. Si pensò al suicidio.
L'americano Charles Briggs, fuggito in Italia con il suo amante perché negli Stati Uniti l'omosessualità era fuorilegge, non ebbe vita lunga una volta giunto a Venezia e acquistata Ca' Dario: si suicidò con il proprio amante.
Tra il 1899 e il 1901 il poeta francese Henry De Regier visse da ospite all'interno del Palazzo, fino al sopraggiungere di una grave malattia che pose termine ai suoi soggiorni veneziani.
Agli inizi degli anni Settanta l'edificio venne acquistato da Filippo Giordano delle Lanze. Anche lui subì una tragica fine,ucciso dall'amante, un diciottenne che gli spaccò una statuetta sulla testa. Il ragazzo fuggì a Londra ma morì a sua volta per mano di sconosciuti.
Christopher"Kit"Lambert, manager del gruppo rock The Who, acquistò Ca' Dario e morì cadendo dalle scale. Si ipotizzò, anche in questo caso, il suicidio.
Fabrizio Ferrari, un manager veneziano, acquistò e si trasferì a Ca' Dario agli inizi degli anni '80. Ben presto ebbeun tracollo economico, mentre sua sorella Nicoletta morì in un incidente d'auto senza testimoni, a pochi metri dalla propria auto capovolta.
Poco più di vent'anni fa Rauol Gardini acquistò il palazzo per farne dono alla figlia. Fu poco dopo coinvolto in numerosi scandali finanziari e subì pesanti perdite. Morì anch'egli suicida, sparandosi, in circostanze poco chiare: fu trovato morto nella sua casa di Milano, il 23 luglio 1993.
Ma Ca' Dario colpisce anche a distanza.
L'illustre tenore Mario del Monaco si schiantò con l’auto mentre stava andando a stilare l’atto per l'acquisto della casa. Sopravvisse allo schianto ma dovette abbandonare per sempre il palco: la sua carriera era morta. Si racconta che in ambulanza, con voce strozzata, abbia detto al segretario che era con lui: "Sbrega quele carte" (distruggi il contratto).
Agli inizi del 2000 anche il regista Woody Allen era interessato all’acquisto della Casa che Uccide, ma lasciò perdere (per sua fortuna!).
Attualmente il palazzo veneziano è di proprietà di una multinazionale americana.
Chissà se resisterà molto, nella crisi finanziaria di oggi.
Varie sono state le ipotesi lanciate su questa casa maledetta.
alcuni sostengono che il palazzo fu costruito su un cimitero dei templari.Altri avanzano l'ipotesi che Ca' Dario sia influenzata dal talismano volto ad allontanare la negatività posto sul portone acqueo del palazzo di fianco.
Si sono dette molte altre cose, per esempio che Ca' Dario sia tuttora abitata dai fantasmi dei precedenti proprietari.
I Veneziani ci credono, eccome. Molti si tengono alla larga dal palazzo.
A prescindere da tutte le ipotesi, coloro i quali raccontano di esserci stati avvertono uno strano senso di inquietudine entrandoci o anche guardandolo da fuori

lunedì 4 luglio 2011

Nibiru,gli Anunnaki e l'evoluzione


Antichissime tavolette Sumere rivelerebbero l'esistenza nel nostro sistema solare di un misterioso pianeta il cui popolo - gli Anunnaki - avrebbe creato l'essere umano ed edificato le prime civiltà sulla Terra.
Nella storia dell'archeologia le presunte origini della civiltà hanno subito diversi spostamenti. Dapprima si credeva che furono i Greci a dare i natali alla nostra cultura, poi, con i rinvenimenti di età neolitica, il ruolo d'iniziatrice passò alla magnificenza egiziana. Ma tra gli studiosi aleggiava un dubbio: gli imperi di Babilonia e di Assiria, di cui si narra nell'Antico Testamento, erano precedenti all'epoca egizia? Successive scoperte indussero gli esperti a portare l'inizio della civiltà più indietro nel tempo, fino alla fondazione dell'impero Sumero: il 3.000 a.C. Bassorilievo sumero raffigurante i due "guardiani", o Anunnaki, di fronte all'albero della vita. Ulteriori scavi riportarono alla luce migliaia di tavolette che riferiscono la storia degli "Dei" di Sumer. Gli Anunnaki (letteralmente: "Coloro che dal Cielo sono venuti sulla Terra") sarebbero giunti sul nostro pianeta circa 450.000 anni fa in cerca di risorse minerarie ed in particolare di oro perché questo metallo, necessario per risolvere problemi concernenti l'atmosfera di Nibiru (il pianeta "dell'attraversamento") scarseggiava.

A Eridu, nel sud della Mesopotamia, gli Dei attrezzarono il primo avamposto sul pianeta Terra; l'entità denominata "Enki" era il comandante di questa spedizione. Dopo 28.000 anni giunse il fratello, Enlil e furono fondate altre città. Il comando della spedizione passò a quest'ultimo, dopo che Enki si trasferì in Africa nei pressi dell'attuale Zimbabwe, per estrarre oro dai vasti giacimenti presenti nel sottosuolo.

L'Homo Sapiens e la camera delle creazioni

Dopo un lunghissimo tempo gli Anunnaki, stanchi di continuare il pesante e gravoso incarico, decisero di elaborare una soluzione alternativa e grazie alle loro avanzate conoscenze scientifiche, 300.000 anni fa effettuarono un esperimento. Al fine di creare una razza di lavoratori, decisero di manipolare geneticamente, innestandovi il proprio DNA, una specie di ominidi allora presenti in quell'area. Tale progetto fu realizzato in collaborazione con la sposa di Enki: Ninhursag (chiamata significativamente la "Dea Madre" o la "Sapiente Mami" o anche "Signora che dà la vita") che ritirandosi nella camera delle creazioni dopo vari tentativi mostrò tra le sue mani la nuova creatura; era stato generato l'Homo Sapiens.

Al principio questo "novello schiavo" venne utilizzato nella "terra delle miniere" (in Africa), ma ben presto si richiese la sua presenza anche a Sumer. L'uomo, creato in serie dagli Anunnaki, come tutti gli ibridi, non era in grado di procreare fino a quando, ad un certo punto della storia, Enki decise di dargli questa opportunità senza l'approvazione dei suoi superiori, suscitando notevole scalpore. In questo sigillo viene rappresentata l'epica della creazione dell'uomo secondo la mitologia sumera Trascorsero gli anni e avvenne, come recita la Bibbia: "Che i figli degli Dei videro le figlie dei terrestri e presero per mogli quelle che piacquero loro più di tutte". Enlil non apprezzò tale iniziativa e decise di sfruttare un evento di sua conoscenza per eliminare l'umanità.

Il Diluvio e la rinascita della civiltà

Gli Anunnaki sapevano che, entro un breve periodo, sulla Terra si sarebbe verificata un'immane ed inevitabile catastrofe (avvenuta all'incirca 13.000 anni fa). Tale cataclisma sarebbe stato provocato dalla notevole forza gravitazionale esercitata dalla vicinanza di Nibiru alla Terra. Senza avvertire l'uomo, gli Dei partirono sulle loro navicelle e tornarono solo quando la furia degli elementi si placò. Ma Enki, da sempre simpatizzante dell'umanità, contravvenne alla decisione progettando di salvarla attraverso una "famiglia prescelta" ed informando del pericolo un uomo, ricordato nella Bibbia con il nome di Noé. La divinità decise di fornire le informazioni necessarie alla costruzione di "un'arca" dove venissero preservate le specie terrestri dall'imminente disastro. In seguito, quando le navicelle si posarono sul monte Ararat, grande fu la sorpresa di Enlil nel constatare che alcuni uomini erano sopravvissuti all'immane evento.

A quel punto, per intercessione di Enki, l'umanità fu finalmente accettata in pieno e gli Dei aprirono la Terra all'uomo. Poiché il diluvio aveva spazzato via le città, fu deciso di dare la possibilità ai terrestri di ricostruire una civiltà stabilendosi in tre zone: nella Valle del Nilo, nella bassa Mesopotamia e nella Valle dell'Indo. Una quarta area, definita sacra (termine che originariamente significava "dedicata, riservata") e alla quale l'uomo non poteva avvicinarsi senza autorizzazione, fu lasciata agli dei. Questa regione si chiamava Tilmun ("il luogo dei missili") e, come la traduzione letterale indica chiaramente, costituiva la nuova base spaziale, dopo che la precedente era stata cancellata dal diluvio. Numerose leggende narrano gli sforzi incessanti di alcuni valorosi per giungervi e trovare "l'albero della vita", capace di renderli immortali. Simili testimonianze costituiscono la nutrita documentazione tramandataci dai Sumeri.

Il pianeta X

Perché in seguito gli Anunnaki abbandonarono la Terra, perché non vissero più con l'uomo? E, soprattutto - come ha sottolineato Sitchin nei suoi libri - perché stanno ritornando? Se al primo quesito è arduo rispondere, il secondo trova conferma in dati astronomici tangibili e quindi non assimilabili al campo delle ipotesi. Nibiru, il pianeta degli Anunnaki, starebbe ritornando verso la Terra, come ha sempre fatto nel passato. In questo sigillo viene rappresentata l'epica della creazione dell'uomo secondo la mitologia sumera Sino a poco tempo fa gli astronomi erano convinti che Plutone fosse il pianeta che segnava il limite estremo del nostro sistema solare. Ricordiamo, per inciso, che Plutone è così piccolo che, ultimamente, gli è stato negato lo status di pianeta, declassandolo ad asteroide. Negli ultimi decenni si è ipotizzata, attraverso un modello matematico, l'esistenza di un corpo celeste oltre il Sole che con la sua enorme mole gravitazionale influirebbe sull'orbita delle comete passanti per l'estrema periferia del sistema solare. Denominato pianeta X (nel duplice significato di decimo pianeta e di incognita), presenta una massa tre volte superiore a quella di Giove ed un'orbita contraria a quella degli altri pianeti. Ma perché crediamo che questo misterioso astro corrisponda a Nibiru? Proprio per il dato appena riferito: le tavolette sumere parlano del pianeta degli Dei come di un enorme corpo celeste con orbita contraria rispetto ai nostri.

Nibiru torna ogni 3.600 anni

Gli studiosi ipotizzano che, se anche non fosse un pianeta, Nibiru comunque potrebbe essere una nana bruna: una stella più piccola del Sole, incapace di emettere luce e collassata su se stessa dopo aver esaurito l'energia contenuta nel proprio nucleo. Ma, a parte quel poco che gli astronomi possono dirci su Nibiru, possiamo ancora una volta ricavare delle preziose notizie a riguardo dalle suddette tavole sumere, sforzandoci però di interpretarne i dati obiettivamente e non considerarle semplici miti. Nibiru, ci svelano i Sumeri, avrebbe una perfetta orbita ellittica che lo fa entrare ed uscire dal nostro sistema solare ogni 3.600 anni. Può quindi venire considerato, a buon diritto, appartenente al nostro sistema solare, sebbene risulti invisibile per lungo tempo. Orbiterebbe tra due soli (il nostro ed uno esterno) che ne costituirebbero i perigei. Quando Nibiru passa vicino al nostro pianeta, porterebbe degli scompensi tellurici,vista la sua alta potenza gravitazionale.

Tale affermazione non vuole essere allarmistica, tanto più che bisogna considerare la posizione della Terra durante questi passaggi: più si è vicini e più la possibilità di sommovimenti naturali si accentua. I Sumeri ci insegnano che il famoso Diluvio sarebbe stato provocato dall'approssimarsi di Nibiru alla Terra e che la nascita di tutte le grandi civiltà è sempre stata scandita dal metronomico lasso di tempo dei fatidici 3.600 anni. Questa osservazione risulta particolarmente interessante se notiamo che tutti i popoli antichi avrebbero appreso i fondamenti della loro cultura da "divinità celesti". Andrea Carusi, ricercatore dell'Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR, sostiene che l'orbita retrograda del pianeta X ci invita a comprendere che esso non può essere stato generato con il Sole
. Quindi, Nibiru dev'essere stato "catturato" nel nostro sistema solare in un secondo tempo. E, guarda caso, questo è proprio quanto sostengono i "miti" sumeri! Ma, chi fornì alla fiorente civiltà sumera dei dati astronomici così minuziosi da risultare ancora oggi esatti? La risposta, secondo Sitchin, è stata e sarà sempre la stessa: gli Dei o meglio, gli Anunnaki.

lunedì 27 giugno 2011

UFO:MUTILAZIONI ANIMALI

Part 1

Part2

Oggi ilbrividodelmistero vuole far luce sulle mutilazioni animali che rappresentano indubbiamente uno degli aspetti piu enigmatici legati al fenomeno UFO.
A tutt'oggi non si é ancora in grado di dare una valida spiegazione a questi accadimenti che,da circa 30 anni, interessano diverse zone del nostro pianeta. Come é noto alcuni elementi comuni contraddistinguono tutti gli episodi correlati alle mutilazioni animali,caricando le possibili interpretazioni fenomenologiche di significati      misteriosi e decisamente singolari che non possono essere ignorati.
Quasi sempre le carcasse degli sventurati animali (per lo piu bovini e cavalli sebbene esistono rapporti di mutilazioni subite da animali domestici), vengono ritrovati completamente privi di sangue: curiosamente non se ne trovano tracce nemmeno nelle immediate vicinanze. Incisioni effettueua con precisione "chirurgica",asportazioni di organi interni( lingua,intestino retto,cervello) ed esterni( organi sessuali,occhi,orecchie), cauterizzazioni delle incisioni, assenza di frammenti ossei in prossimità dei tagli effettuati sull'apparato scheletrico, lasciano desumere una possibile e probabile azione intelligente finalizzata ad un indefinito"programma scentifico".
Perfino l'FBI investigo il fenomeno nel 1979. alla fine venne compilato un rapporto nel quale si sosteneva che le M.A. erano opera di animali predatori e che la mancanza di sangue delle carcasse era in realtà dovuta all'enorme quantità di tempo trascorso tra la morte dell'animale e il suo ritrovamento. In realtà approfondendo un poco le cose ed analizzando i referti autoptici cui vennero sottoposti i resti mutilati, si scoprirono molte cose interessanti e poco collimanti con le spiegazioni ufficiali delle autorita .
Va ricordato che negli animali mutilati la carne e le parti mancanti non risultano strappate,lacerate o addentate, elemento che esclude l'azione di predatori o carnivori necrofori. Le cauterizzazioni delle incisioni(effetuate con precisione geometrica e chirurgica) evidenziano tagli netti,affilati e continui come se fossero
effetuate con un fascio laser o comunque grazie a una forte sorgente di energia molto focalizzata.
Sono stati indicati anche i militari quali possibili responsabili di tali oscure mutilazioni. Questa ipotesi sarebbe, per alcuni, suffragata dall'avvistamente frequente degli immancabili elicotteri neri in prossimità dei luoghi teatro delle M.A.
Nel 1975 il senatore Haskell dello stato del colorado richiese l'intervento dell'FBI dopo l'ennesimo ritrovamento di 130 capi di bestiame mutilati e segnalando la presenza continua di elicotteri scuri che sorvolavano le zone dei ritrovamenti.
É del tutto evidente che le spiegazioni convenzionali o comunque "terrestri" del
fenomeno lasciano perplessi. In diversi casi sono stati rilevati altissimi livelli di radioattività in prossimità delle carcasse mutilate, il tutto accompagnato dalla presenza di tracce circolari e bruciature al suolo. La considerazione poi sulla possibilità che gli animali vengano fatti cadere dall'alto, si somma alla totale assenza di impronte o tracce umane che si dovrebbe invece rinvenire qualora militare o persone non meglio identificate si rendessero responsabili di tali atti efferati.
Un caso esemplare in questo senso lo porto l'indagine del NIDS ( National Institute for Discovery Science) sul ritrovamento della carcassa di un toro di 400 libbre avvenuto ad Arroyo Seco (New Mexico); il 15 maggio 1997. L'animale venne ritrovato dall'allevatore proprietario del pascolo, completamente privo della lingua,degli occhi e con un foro sul collo caratterizzato da bordi lisci e netti. Gli organi sessuali (pene e testicoli) risultano asportati nonostante lo scroto fosse intatto. Nel rapporto stilato dal NIDS si legge che a circa 50 metri piu a sud della carcassa vennero ritrovate delle tracce sul terreno lasciate "da qualche tipo di oggetto meccanico pesante". Tali caratteristiche risultarono analoghe a quelle rinvenute vicino a 2 mucche mutilate i cui corpi furono trovati a Dulce (New Mexico) il 24 aprile 1978 (20 anni prima!!!).
In questo caso si riscontro anche un altro elemento curioso: la presenza di una sorta di vernice fluorescente sul corpo dell'animale visibile solo sotto luce ultravioletta. Secondo alcuni questo fatto avvalorerebbe la presenza di un'installazione segreta nei pressi di Dulce, nella quale verrebbero effetuati esperimenti chimici e biologici. La vernice fluorescente visibile ai raggi UV altro non sarebbe che un sistema per visualizzare e localizzare il bestiame di notte. A questi elementi inoltre si devono aggiungere le numerose testimonianze fornite dagli allevatori relativamente all'avvistamento di UFO sopra le zone teatro delle M.A.
L'ipotesi extraterrestre viene anche accreditata da testimonianze dirette che raccontano di presenze aliene attorno ai capi di bestiame successivamente mutilati. Un contadino del Texas disse di aver incontrato 2 creature alte 1 metro e 20 cm. di colore verdastro con grandi occhi neri a mandorla che portarono via un capo di bestiame ritrovato piu tardi morto e mutilato. Nel 1983
una coppia del Missouri vide con il binocolo 2 piccoli esseri vestiti con una tuta argentea aderente che stavano "armeggiando " nei pressi di una mucca. A questi resoconti vanno aggiunti quelli rilasciati sotto ipnosi da alcuni rapiti, secondo i quali gli intrusi alieni starebbero usando i tessuti e i fluidi corporei degli animali per
qualche esperimento biogenetico, probabilmente alla luce di quanto sappiamo oggi, legati ad operazioni di clonazione. Una repoter del Missouri sostenne, (sotto ipnosi), che i grigi le raccontarono di come usassero alcune sostanze ricavate dagli animali per portare a compimento taluni processi biochimici essenziali alla loro soppravivenza.
La piu famosa ricercatrice del fenomeno M.A. é senza dubbio Linda Moulton Howe. Ha studiato questa realtà per tanti anni, raccogliendo il frutto delle sue ricerche nel libro "An Alien Harvest" del 1989.
Le conclusioni piu generali a cui é arrivata la Howe sono: le incisioni chirurgiche che si ritrovano sui corpi degli animali mutilati sono sottili ed eseguibili con utensili di natura tecnologica; le incisioni sono sottoposte a grossi gradienti di calore (fino a 300°F) che lasciano i bordi scuri e duri; i tagli sono fatti rapidamente, probabilmente in meno di 2 minuti, per evitare il formarsi di stati infiammatori locali e distruzione delle cellule che tipicamente si avrebbero con cauterizzazioni eseguite in tempi maggiori.


lunedì 20 giugno 2011

I MISTERI DI HIGHGATE(Highgate cemetery)


Il cimitero di Highgate, firmato dall'architetto Stephen Geary, si trova nell'omonimo quartiere nel nord di Londra e risale al 1839. Grazie ai suoi edifici in puro stile gotico il cimitero di Highgate divenne presto un luogo di sepoltura ambito dalle famiglie aristocratiche dell'epoca vittoriana. La parte più recente del cimitero risale al 1854: di quest'ultima rimane l'ala di quello che potrebbe sembrare un normale cimitero mentre la parte più interessante ed intrisa di misteri e leggende si trova ad ovest. Qua, dove riposano tra gli altri Karl Marx, di cui si trova il celebre busto commemorativo all'ingresso della parte est, Michael Faraday e William Friese-Greene, si sono verificati nel tempo misteriose apparizioni e fatti inquietanti.

I VAMPIRI DI HIGHGATE
Nel 1862 nel cimitero di Highgate venne sepolta Elizabeth Siddal, moglie del pittore Dante Gabriel Rossetti. L'inconsolabile marito gettò nella bara un libro di poesie a lei dedicate. Sette anni dopo la salma venne riesumata e, tra lo stupore dei presenti, quello che tornò alla luce era il corpo perfettamente integro della donna, con la testa ancora contornata da lunghi capelli di colore rosso-dorato. Questo evento diede vita al pensiero comune che nel cimitero vivesse un vampiro. Del fatto parlarono solo i giornali locali mentre i quotidiani nazionali non presero seriamente la vicenda fino a quando, nel 1971, non vi fu l'aggressione ai danni di una ragazza.
Una prima aggressione avvenne nella strada che conduce all'ingresso ovest del cimitero di Highgate delimitatata dalla Swain's Lane, strada che collega l'Highgate Village a Kentish Town costeggiando il Waterlow Park. David Farrant, membro fondatore della British Psychic an Occult Society, fu la persona che si occupò nel modo più scrupoloso di questi avvenimenti. Farrant si mise a selezionare gli articoli più veritieri sull'argomento, il primo riguardante proprio l'aggressione della ragazza sulla Swain's Lane. L'articolo riportava: "A tarda notte stava rientrando a casa quando all'improvviso fu gettata a terra da un individuo alto, dal viso mortalmente pallido. Appena la ragazza sollevò lo sguardo, le luci di un'automobile che svoltava l'angolo illuminarono la scena e la figura scomparve. La ragazza aveva solo dei graffi alle ginocchia e ai gomiti, ma era sotto shock. Le indagini della polizia non ebbero alcun esito. In particolare, gli agenti non riuscirono a spiegarsi come l'aggressore potesse essere scomparso, dato che un muro alto circa 5 metri fiancheggiava il viale da entrambi i lati.
Il vescovo Sean Manchester fu incaricato inviato dalla chiesa per far luce sul problema e che  a suo dire mise fine al mistero do highgate uccidento il vampiro...ecco l'intervista.
Il 12 aprile 2007 la BBC, tramite live chat, ha permesso ai propri utenti di porre domande al noto cacciatore di vampiri Sean Manchester. Di seguito riportiamo la traduzione della parte, a nostro giudizio,  più interessante. 
BBC Presentatore: Questa è la prima domanda.
Ciao Sean, oltre al cimitero di Highgate ha indagato altri incidenti che potrebbero dimostrare l'esistenza dei vampiri nel Regno Unito?
Sean Manchester: Sì. La più infame dopo Highgate potrebbe essere la Kirklees vampiro nel West Yorkshire. Ce ne sono altri nel paese e altrove ma non si dovrebbero pubblicare notizie fino alla chiusura dei casi.
Josh Oakley: I vampiri veramente odiano l'aglio?
Sean Manchester: Non solo vampiri. I Greci ed i Romani erano consapevoli del potere d'aglio, e lo utilizzavano per allontanare gli spiriti maligni e veniva utilizzato come prodotto alimentare
Lioncourt Lestat: Che tipo di prove ha per sostenere le sue teorie?
Sean Manchester: non mi occupo in teoria – almeno così feci 30 anni fa quando incotrai il primo vampiro. E questa non è teoria, sono fatti.
Izzy Bentinck: Di che paese sono originari i vampiri?
Sean Manchester: No i vampiri sono antichi quanto l'umanità stessa, e non c'è paese d'origine. Ci sono prove sull'esistenza dei non morti in tutte le antiche civiltà.
haines fleur: avete mai visto qualche vampiro?
Sean Manchester: Sì  e in un certo numero di occasioni. La prima è stata nel mese di agosto 1970.
greg wall:: Hanno mai provato ad attarvi?
Sean Manchester: Sì ho rischiato in più di un'occasione. La prima volta fu nei primi anni 1970, e diverse volte da allora Nel 1990 mi trovai di fronte a un fantasma predatore o vampiro nel West Yorkshire mentre indagavo sul vampiro Kirklees.
Chris Moon: Crede che i vampiri siano esseri soprannaturali o di origine biologica?
Sean Manchester: I vampiri sono soprannaturali. Tuttavia non assumono una forma corporea.
Papachumba: Quindi, quanti vampiri ha preso?
Sean Manchester: Personalmente dopo 33 anni ne ho esorcizzato un bel numero ma di preciso non saprei dire.
helen: Avete registrato prove dell’esistenza dei vampiri?
Sean Manchester: Nel mio libro Il vampiro di Highgate ci sono le foto di un vampiro subito dopo l'esorcismo, nelle fasi di decomposizione e sono statie trasmesse in televisione più volte nel 1990.
 Alex Riley: Cosa sono esattamente i vampiri? La gente cattiva diventa un vampiro?
Sean Manchester: Le persone non diventano angeli. I vampiri sono demoni che possiedono e contaminano una persona morta non lasciandola tranquilla nella tomba
Mark Twain: i vampiri sono immortali?Se si perché?
Sean Manchester: Immortale non è una parola che mi piacerebbe usare, ma capisco cosa vuoi dire. I vampiri non possono morire, perché la loro esistenza è perpetua nel tempo.
Rob Marriott: Possono trasformarsi in pipistrello?
Sean Manchester: Il pipistrello vampiro è un animale, che vive del sangue del bestiame e occasionalmente dell'uomo addormentato. Il vampiro vero è un altro: è un cadavere demoniaco che lascia la tomba di sera e cena col sangue delle persone dormienti.
sorrynotsposedtotell Ian: Il fuoco uccide un vampiro? 
Sean Manchester: I vampiri non possono essere uccisi. Tuttavia, possono essere esorcizzati. La forma corporea viene distrutta quando viene cremato. Ma il demone non viene distrutto. Viene cacciato fuori dal nostro regno, il nostro mondo.
Tony: Perchè essendo più forti non dominano il genere umano?
Sean Manchester: I vampiri sono del Diavolo. E la loro missione è corrompere l’uomo. Il vampiro si adatta alla descrizione dell'Anticristo.
haines fleur: da quanto tempo s’interessa di vampiri?
Sean Manchester: Quasi mezzo secolo.
Andrew A: Se si viene morsi, dopo la morte,si diventa vampiri?
Sean Manchester: Non si può diventare vampiri. Durante l’esistenza si può essere contaminati ma solo in rare circostanze ci sono rischi quando si muore
Jessica Phoenix: Ha qualche prova del fatto che il vampirismo esisteva nel mondo antico?
Sean Manchester: Tertulliano parla di non morti nel 2 ° secolo.
luke williams: qual è la cosa più spaventosa che ha visto?
Sean Manchester: In tutti gli anni di esorcista penso che il vampiro sia di gran lunga il più spaventoso
Chris Haney: è vero che i vampiri possono uscire solo di notte?
Sean Manchester: A quanto pare sembra che siano dei demoni notturni
Lee Cunliffe: E’ mai stato morso?
Sean Manchester: sono stato morso sul palmo sinistro della mano
spuffy summers: Come vicario della Chiesa non è contro il suo dogma credere a tali demoni?
Sean Manchester: Io non sono un vicario, io sono un sacerdote e un vescovo e sono cattolico. La maggior parte dei vampirologi in passato erano sacerdoti che avevano bisogno del permesso dal proprio vescovo per effettuare esorcismi. I trattati più importanti su questi eventi sono stati scritti dai sacerdoti.
helena: In quali condizioni I vampiri possono prosperare?
Sean Manchester: Preferiscono il buio, ed evitano i luoghi santi e le cose sante.
Louie: Ci sono momenti dell’anno in cui sono più attivi?
Sean Manchester: Sono particolarmente attivi l'ultima settimana di dicembre e la 1 ° settimana di gennaio. Il lasso di tempo tra Natale e l’ Epifania.
Neil Carter: Come sono?
Sean Manchester: il vampiro è generalmente descritto come magro con un viso orribile. A volte pieno del sangue delle sue vittime.
Paul Shane: I vampiri possono vivere nelle nostre città o sono più propensi a riunirsi da qualche parte insieme?
Sean Manchester: Il vampiro dorme nella sua tomba. Non cammina come la gente cammina in città. Loro occupano le città dei morti . i cimiteri.
OL: come vescovo, perché non crede negli angeli ?
Sean Manchester: Gli angeli esistono da prima dell'uomo, e i demoni sono angeli caduti. Ma indipendentemente dall’angelo o dal demone, questi non sono esseri umani - e gli esseri umani non sono loro!
angel gilbert: Ci sono altre persone che lavorano con lei?
Sean Manchester: Alla ricerca del vampiro c’è un piccolo gruppo di compagni per lo più docenti universitari e studiosi. Ognuno apporta alla ricerca la sua particolare qualità
Mr Papachumba: Cosa ne pensa il mondo scientifico dei suoi esorcismi sul vampiro?
Sean Manchester: Dovresti chiedere a loro. Io non sono uno scienziato, e non analizzo queste questioni scientificamente. Sono solo un esorcista.
Jacobi Longourin: Ci sono rituali particolari per le possessioni vampiriche?
Sean Manchester: Mi avvalgo del rito in latino, ma questo da sola è insufficiente contro il vampirismo.
 Adam: Crede in altri animali come lupi mannari per esempio?
Sean Manchester: Sì, io credo nei lupi mannari e ci sono anche studi a riguardo che lo confermano. Tuttavia il vampirismo non è la stessa cosa.
David Jones: Può cambiare d’aspetto?
Sean Manchester: Sì. Una delle qualità più inquietanti del vampiro è la metamorfosi.
Athena Roberts: qual è la più lunga battaglia che avete avuto con un vampiro?
Sean Manchester: 13 anni  nel caso del vampiro di Highgate.
Dave Williams: ha qualcosa per tenere lontani i vampiri?
Sean Manchester: L'antidoto più potente è  l'ostia sacra e visto che è difficile gestire queste situazioni per le persone comuni, vorrei consigliare l'uso del crocifisso
Sean Manchester: Infine vorrei dire alle persone che credono che Buffy sia reale, svegliatevi e sentite l'odore dell'aglio!

L'APPARIZIONE DELLO SPETTRO
Un altro evento misterioso ha visto come protagonista un contabile londinese. Al calar della sera l'uomo stava passeggiando nel parco adiacente al cimitero quando, cercando l'uscita, si rese conto di essere seguito. Quando si voltò vide, ad una manciata di metri da lui, una figura oscura, alta e spettrale, sospesa a mezz'aria. L'uomo si accorse di non riuscire più a muoversi e di non avere cognizione del tempo, come intrappolato in quell'attimo di vita. Trascorsi quelli che egli ritenne fossero alcuni minuti l'apparizione scomparve e pian piano recuperò le sue facoltà. Farrant decise di indagare anche su questa segnalazione scoprendo, nella zona dove avvenne l'apparizione, i resti di un rituale di magia nera. Alle 23 della sera del 21 dicembre 1969, giorno del solstizio d'inverno, Farrant provò sulla propria pelle l'energia del cimitero di Highgate: due occhi lo fissavano emettendo una luce sinistra e minacciosa; Farrant intuì che stava per  essere sottoposto a un "attacco psichico" e distolse immediatamente lo sguardo. Quando guardò di nuovo in quella direzione la misteriosa creatura se ne era andata, scomparsa nel nulla da dove era venuta.

Oggi il Cimitero di Highgate conserva tutto il suo fascino cupo e misterioso, custodito da agguerritissime signore dai capelli argentati che lo difendono da visitatori e curiosi. Tra gli ultimi personaggi che vi hanno trovato sepoltura anche Alexander Litvinenko, il dissidente russo ucciso con materiale radioattivo da agenti segreti durante un thè
.

giovedì 16 giugno 2011

I SEGRETI DI LEONARDO DA VINCI

Chi non conosce molto della vita e delle opere di Leonardo può rimanere colpito dai tanti misteri che,circonderebbero le sue opere, anche quelle più conosciute come Ultima cena o La Vergine delle rocce. Un coltello misterioso, allusivi atteggiamenti dei personaggi, aspetti eretici di personaggi sacri... Tutti questi temi non sono originali, derivano infatti da libri come In Whose Image e La rivelazione dei templari di Pricknett e Prince, o Il santo Graal di Baigent, Leigh e Lincoln. Dan Brown si limita sfacciatamente a usarli come pezzi di un goffo puzzle che una volta ricomposto dovrebbe offrire la sconvolgente rivelazione di una misteriosa e secolare trama occulta della quale avrebbe fatto parte anche Leonardo da Vinci.
Una delle opere più cariche di misteri e significati nascosti sarebbe l'Ultima cena dipinta da Leonardo nel refettorio dei frati di Santa Maria delle Grazie a Milano.Dan Brown afferma ad esempio che Leonardo avrebbe inserito nel dipinto un misterioso coltello tenuto da "una mano che non appartiene a nessuno in particolare. È priva di corpo, Anonima" (pag. 291). In effetti c'è una strana mano che impugna un coltello, e a una prima occhiata sembra davvero che nessuno possa tenerlo in quel modo innaturale (vedi i particolari nella pagina accanto). Un apostolo addirittura alza le mani come in gesto di resa di fronte all'arma.

Per risolvere il mistero è però sufficiente osservare i disegni preparatori che Leonardo fece prima di realizzare l'Ultima Cena. In uno schizzo conservato alla Royal Library di Windsor si vede chiaramente a chi appartiene quella mano: è quella di Pietro. L'apostolo tiene il braccio piegato dietro la schiena e la mano appoggiata all'anca col coltello rivolto allindietro.
È sufficiente confrontare questo dipinto con le tante altre versioni realizzate da altri famosi artisti rinascimentali come Domenico Ghirlandaio (sotto a sinistra), Albrecht Dürer, Beato Angelico, Jacopo Bassano (sotto a destra), Taddeo Gaddi, Andrea del Castagno, Franciabigio, Giotto...In tutte queste opere Pietro ha in mano il coltello, a ricordare il fatto che con quell'arma avrebbe poi tagliato l'orecchio a Malco, il servo del Sommo Sacerdote. Nella versione italiana del vangelo di Giovanni leggiamo che Pietro sguainò una spada, ma nell'originale greco si parla di máchaira, parola che definisce un pugnale o stiletto.
In moltissime versioni dell'Ultima cena, non solo in quella di Leonardo, troviamo poi un altro particolare ritenuto da Brown misterioso. Di fianco a Gesù appare un personaggio dall'aria femminea, col capo reclino, a volte addirittura assopito sulla spalla o sul grembo di Gesù. Non si tratta però, come vorrebbero farci credere gli autori di storie di mistero come Il codice Da Vinci, della Maddalena ma dell'apostolo Giovanni che gli artisti hanno sempre raffigurato come un giovinetto dall'aria efebica.
Dan Brown, prendendo spunto da In Whose Image di Pricknett e Prince, sostiene invece, basandosi solo sull'aspetto fisico, che la persona alla destra di Gesù sarebbe la sua sposa, la Maddalena.Ma in questo caso dove sarebbe finito Giovanni? Un'ipotesi più verosimile potrebbe essere un'altra: data la possibile omosessualità di Leonardo (che venne anche processato con questa accusa), l'artista potrebbe aver accentuato i tratti femminei dell'apostolo Giovanni, che nei vangeli è definito "quello che Gesù amava", così come poi farà in seguito con l'altro Giovanni, il Battista.
Ma Dan Brown non si accontenta di questi svarioni storico-artistici. Perfino il gesto della mano sinistra di Pietro, appoggiata sulla spalla di Giovanni viene ritenuta un segno minaccioso rivolto alla presunta Maddalena. Quel gesto invece deriva dalla scena descritta nel Vangelo di Giovanni: "Annunzio del tradimento di Giuda". Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Dì, chi è colui a cui si riferisce?".
Leonardo infatti rappresenta Pietro che sembra scuotere Giovanni con un tocco della mano, per chiedergli chi sia il traditore. Non si tratta quindi del gesto, degno di un romanzetto pulp, di Pietro che minaccia di tagliare il collo alla Maddalena come dice Brown.
Un altro particolare che secondo Brown rivelerebbe significati eretici nascosti nell'Ultima cena è l'assenza della coppa del vino, ovvero del Graal, sulla tavola. Ma anche in questo caso, così come per Pietro col coltello o Giovanni efebico e col capo reclinato, ecco che nella maggior parte delle "Ultime cene" rinascimentali troviamo solo bicchieri di vetro sul tavolo, mentre la coppa dalla forma di Graal è molto più rara. In diversi casi addirittura sul tavolo non ci sono nemmeno bicchieri, solo piatti e pane


Anche in un'altra opera di Leonardo, Dan Brown, riportando quanto già sostenuto da diversi autori prima di lui, trova significati misteriosi e indizi che proverebbero la storia del secolare complotto. Si tratta della Vergine delle Rocce, conservata al Louvre ma dipinta in origine a Milano.
Nel romanzo si dice che l'opera venne commissionata a Leonardo dalle monache della Confraternita dell'Immacolata Concezione che imposero all'artista "le dimensioni, e il tema del quadro la Vergine Maria, Giovanni il battista bambino, Uriel e il Bambino Gesù". E diverse volte l'autore cita queste monache, dicendo perfino che furono inorridite quando videro il dipinto sull'altare, considerandolo eretico. Invece chi commissionò il dipinto fu una confraternita laica maschile. Non è vero nemmeno che il soggetto richiesto fosse la scena con la Madonna, Gesù, Giovanni e l'angelo Uriel. Il contratto specificava invece per il dipinto centrale (l'incarico era per un trittico le cui parti laterali furono realizzate da Ambrogio De Predis) una Madonna con Bambino con un gruppo di Angeli e due Profeti. Leonardo però cambiò il soggetto, eliminando le figure dei profeti e lasciando gli angeli a De Predis.
Proprio per questo motivo, l'inadempienza contrattuale, la Confraternita rifiutò il dipinto, considerando l'opera incompiuta. La diatriba tra Leonardo e la Confraternita si trascinò per quasi 15 anni (ci sono moltissimi documenti) durante i quali l'opera rimase però esposta nella Cappella dell'Immacolata. I confratelli volevano pagare il dipinto molto meno del prezzo stabilito nel contratto (addirittura meno della metà) perché all'epoca il prezzo era determinato anche dalla quantità di personaggi raffigurati, ma Leonardo insisteva per avere tutto il compenso pattuito inizialmente. La contesa viene chiusa nel 1506 da una sentenza secondo la quale l'opera viene dichiarata ufficialmente "incompiuta" e Leonardo è tenuto a portarla a termine entro due anni.
A questo punto effettivamente non si sa bene cosa sia successo, perché la pala che viene venduta dopo la soppressione della Confraternita nel 1785 è quella che oggi è conservata alla National Gallery a Londra, non la versione del Louvre che ha fatto tanto parlare gli scrittori di mistero.

Molte ipotesi su quale delle due sia stata dipinta per prima sono state proposte da diversi critici d'arte. Secondo la più accreditata la prima versione sarebbe stata ritirata da Leonardo, che durante la lunga disputa legale aveva avuto diverse offerte d'acquisto, e sarebbe quella finita in Francia. L'artista ne avrebbe poi realizzato una seconda versione, sempre senza i Profeti, ma con i due bambini più riconoscibili e con i più classici attributi della iconografia tradizionale, come le aureole e il bastone con la croce del piccolo Giovanni, che mancavano nella prima versione. Poi certo si può romanzare sulla ambiguità della versione del Louvre: chi è Gesù e chi è il Battista? Chi benedice chi? Un'altra ipotesi "eretica" che è stata fatta è che Leonardo avesse aderito alla setta dei Giovanniti, che consideravano Giovanni Battista il vero Messia, non Gesù. I Giovanniti sopravvivono in numero limitato ancor oggi, sono i cosiddetti Mandei.
Versione conservata alla National Gallery di Londra(Foto Sopra)
Versione conservata al Louvre di Parigi(Foto Sotto)


Video preso da mat_jim

sabato 11 giugno 2011

LE SCIE CHIMICHE SONO UNO STRUMENTO PER IL CONTROLLO MENTALE?




Uno studio di Alfred Lambremont Webre,  reso disponibile in italiano grazie al lavoro del blog Tankerenemy. Ovviamente oltre a quanto qui sotto esposto va considerato il fatto che uno strato di particolato metallico riflettente a circa 2-3 km di quota possa servire a confinare radiazioni elettromagnetiche che influenzano il cervello ai fini di una manipolizaniole. 
Se nel documento Owning the weather in 2025 l’esercito statunitense prevedere la creazione di schermi ionosferici artificiali, noi in realtà vediamo che tale idea è stata già messa in pratica, e dubitiamo che una simile copertura estesa a tutto il globo sia solo a fini militari e/o di manipolazione climatica.

Le scie chimiche sono uno strumento per il controllo mentale
Ci sono elementi di prova che il sistema H.A.A.R.P. e le scie chimiche attuano il controllo della mente contro la popolazione umana a livello globale, oltre che su scala nazionale, regionale ed individuale. Queste operazioni di controllo mentale comprendono le seguenti attività: operazioni biologiche, compreso l’uso di agenti per la guerra biologica; operazioni elettromagetiche, incluso il sistema H.A.A.R.P. Questi interventi costituiscono crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale ed ai sensi della Convenzioni di Ginevra.
L’espressione “mind control” è stata applicata a qualsiasi tattica, psicologica o meno, che può essere usata per sovvertire e disintegrare l’identità di un individuo, il controllo sul proprio pensiero, il comportamento, le emozioni ed il processo decisionale. Un potente e globale programma di controllo mentale è in corso contro la popolazione, attraverso le attività chimico-biologiche.
In particolare, l’aerosol diffuso contiene i seguenti valori di elementi chimici tossici, il cui effetto sui processi mentali, psicologici ed emotivi, è devastante. Le cifre di seguito riportate indicano di quante volte il limite "consentito" per legge è superato:
Alluminio: 15,8
Antimonio: 63.3 (Questo non è un errore di battitura)
Arsenico: 418 (Questo non è un errore di battitura)
Bario: 5.3
Cadmio: 6
Cromo: 6.4
Rame: 9
Ferro: 43.5 (Questo non è un errore di battitura)
Piombo: 15.7
Manganese: 513,8 (Questo non è un errore di battitura)
Nickel: 10.7
Zinco: 7.5
Le scie chimiche hanno trasformato l’atmosfera in qualcosa di simile al plasma. Respirare questo plasma con le concentrazioni sopra indicate, è stato dimostrato che causa anomalie comportamentali. Dunque le chemtrails possono essere considerate un programma di controllo mentale.
Le seguenti sono le risultanze illustrate in una relazione della Dottoressa IIrya Sandra Pelingieri. La relazione è stata letta durante una conferenza tenutasi il 3 febbraio 2011.
1. Allucinazioni, amnesia, schizofrenia, senso di obnubilamento, mal di testa ed insonnia; languore, sonnolenza, debolezza, turbe emotive.
2. Le persone che hanno improvvise ‘esplosioni comportamentali’ sono in realtà affette da lesioni cerebrali derivanti dall’avvelenamento della biosfera, piena di metalli pesanti e di altre sostanze chimiche tossiche, ma costoro vengono trattati come fossero criminali.
3. E’ bene sapere che l’alluminio provoca deficit cognitivi e danni cerebrali. Ci vogliono anni affinché questi danni si conclamino, tuttavia, un po’ alla volta, l’alluminio determina una distruzione lenta ma insidiosa del cervello. [...]
4. Perché tra i nostri figli si è diffusa un’epidemia di autismo? Perché sono così tanti i nostri bambini cui sono prescritti psico-farmaci per problemi comportamentali e cui vengono diagnosticati disturbi cognitivi? Perché sono milioni gli adulti che assumono farmaci anti-depressivi? " [...]
Quattro aspetti sono molto evidenti:
1. La capacità di attenzione e di concentrazione è diminuita drasticamente.
2. Le persone hanno spesso amnesie.
3. La memoria a breve termine risulta compromessa.
4. Troppe persone sono insofferenti e nervose.
Per molte persone, i processi di pensiero ed il pensiero stesso sono temi molto difficili da comprendere o anche argomenti ostici su cui discutere. Nessuno vuole sentirsi dire che la sua mente non è lucida. E’ più facile attaccare il messaggero che comprendere l’enormità delle azioni compiute dai militari e dai governi, soprattutto dal momento che nulla è riportato dai media ufficiali controllati dal sistema. E’ più facile rifiutare informazioni valide o stare sulla difensiva, piuttosto che assumersi la responsabilità personale per le questioni critiche che hanno un impatto negativo sulle nostre vite.